Fotografare la neve – i limiti dell’esposimetro

da | Feb 1, 2012 | Tecnica e Teoria | 27 commenti

Grazie al nostro video corso di fotografia abbiamo molti utenti che ci pongono domande davvero interessanti, e ad una di queste abbiamo deciso di rispondere con un articolo del nostro blog.
Ci è stato chiesto infatti quali vantaggi può dare l’utilizzo della sovraesposizione o sottoesposizione, cioé per quali motivi in buona sostanza a volte non ci si deve fidare dell’esposimetro della fotocamera. Questo può è un tipico caso che si riscontra nel fotografare la neve.

Fotografare la neve - esposizione

Foto scattata seguendo le indicazioni dell’esposimetro, la foto appare scura.

Fotografare la neve - sovraesposizione

In questa foto abbiamo sovraesposto di uno stop (+1EV) e la neve appare perfettamente bianca.

Ebbene questa domanda non poteva capitare in un periodo più azzeccato, dato che in questi giorni la neve sta imperversando in tutto il nord Italia, e nemmeno Ferrara è stata risparmiata.

 

Esposimetro e foto sulla neve

 

Fotografare la neve, infatti, è un classico esempio di situazione in cui l’esposimetro sbaglia, perché l’immagine che andiamo a catturare è costituita in gran parte (si presume) da aree bianche, e questo viene visto dall’esposimetro come un’immagine molto luminosa. La fotocamera, se in modalità automatica o Tv o Av, tenderà dunque a chiudere un po’ il diaframma e/o ad accelerare il tempo di scatto, col risultato che l’immagine apparirà troppo scura all’occhio umano, che a differenza dell’esposimetro, “sa” che la neve è bianca.

Per capire come questo sia possibile è necessario fare un passo indietro e chiedersi: come funziona l’esposimetro interno della fotocamera?

 

Il funzionamento dell’esposimetro

 

Sicuramente tratteremo più approfonditamente l’argomento in una puntata del video corso, ma per ora ci basta sapere che l’esposimetro vede tutto il mondo come se fosse un pannello grigio, e in particolare con un grigio 18%. In altre parole, questo “pannello” riflette il 18% della luce che gli arriva. Questo perché secondo alcuni studi, un insieme di oggetti riflette la luce “in media” come lo fa un oggetto unico di color grigio 18%. L’esposimetro viene dunque programmato per affermare che un’immagine è esposta correttamente quando vede che la luce riflessa dalla scena è la stessa che si avrebbe con un oggetto grigio al 18%. Questo è il principale limite degli esposimetri TTL (Through The Lens), ossia quelli integrati, che non compiono una misura diretta della intensità della luce (cioé non quantificano i fotoni della luce incidente), ma semplicemente “leggono” la luce riflessa.

Questo abbiamo detto essere giusto nella maggior parte delle situazioni, dove riprendiamo contemporaneamente oggetti bianchi, neri e colorati. Quando però il colore predominante della scena è il bianco, che è visto come luce, o è il nero, che è visto come buio, il discorso del grigio 18% non funziona più, ed è necessario che il fotografo apporti una correzione.

 

Esempi di come fotografare sulla neve

 

Facciamo l’esempio di foto con la neve: c’è molto bianco, quindi l’esposimetro crede che ci sia molta luce e tenderà a fare una foto più scura del reale; bisognerà quindi sovraesporre.

Se al contrario volessimo fotografare un cagnolino nero, l’esposimetro penserebbe che la scena sia molto buia, e quindi cercherà di aprire il diaframma o allungare il tempo di scatto. Sarà nostro compito quindi sottoesporre, cioé dire alla macchina che la luce è presente nella scena, ma è il soggetto ad essere molto scuro.

Riassumendo, per fotografare la neve o un soggetto su di essa, consigliamo di applicare una sofraesposizione, così da evitare di ottenere una fotografia scura.

 

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Paolo Niccolò Giubelli

Paolo Niccolò Giubelli

L'autore

Nasce a Ferrara il 29 agosto 1983. Frequenta il liceo scientifico e poi ottiene la laurea specialistica in Ingegneria Informatica all'Università di Ferrara. Appassionato fin da piccolissimo d'informatica, nel 2006 è cofondatore dell'azienda ITestense di Ferrara, in cui da allora lavora come esperto di comunicazione sul web. Qui capisce che il ruolo dell'immagine, e quindi della fotografia, è fondamentale. Dal 2010 è cofondatore, assieme all'amico e collega Bruno Faccini, del blog "Occhio Del Fotografo". Dal 2021 si interessa di fotografia analogica.

27 Commenti

  1. michelangelo

    molto interessante questo articolo e brava all’autrice..io sono un fotografo food e ho fatto della mia passione una professione. Questa professione è molto appagante ma anche complessa e vi invito a visitare il mio sito michelangeloconvertino.it per scoprire qualcosa di più

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  2. Paolo

    Bravi

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  3. Aprile Nunzio

    Molto interessante questo articolo quindi bisogna verificare le condizioni e poi scattare in manuale cambiando ovviamente l'esposizione per poi avere un giusto risultato,ho capito bene ciao e saluti

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  4. Paolo Niccolò Giubelli

    Martino Balloni Sei coraggioso!! Io mi appoggio al valutativo di default, e in rari casi uso lo spot!

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  5. Martino Balloni

    Paolo Niccolò Giubelli Quasi sempre spot 😉

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  6. Paolo Niccolò Giubelli

    Ciao Martino! Dipende ovviamente se hai altri soggetti di colori diversi o con una illuminazione diversa nella immagine. Tu che misurazioni usi?

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