I video con il cellulare: orizzontale o verticale?

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Negli ultimi anni il telefono cellulare si è trasformato in una vera macchina fotografica e, da ultimo, in una cinepresa tascabile. Non solo, ma secondo recenti statistiche, più della metà delle visualizzazioni su YouTube avviene da mobile. Insomma ormai quasi tutti nelle tasche abbiamo dispositivi capaci di acquisire video in alta definizione e di vederli, oltre che di pubblicarli, ma la cosa importante, però, è che soprattutto usiamo davvero queste funzionalità.

Chi però è attento ha notato che questo ha provocato la comparsa di tantissimi video registrati in un formato (o meglio, orientamento) completamente nuovo: quello verticale. Questo significa che quando vediamo su un monitor (di un PC o di una TV) i video fatti col cellulare, vediamo immagini alte e strette, sprecando un sacco di spazio che diventa nero. Questo avviene perché siamo abituati da sempre a maneggiare il telefono come un oggetto “verticale”, e questo è diventato vero anche per quei momenti in cui usiamo il dispositivo come una cinepresa; tuttavia i monitor privilegiano il formato orizzontale, quello classico in uso fin dai primi anni del cinema commerciale.

Gli esperti di fotografia e di video making hanno immediatamente puntato il dito contro quello che sembra essere un uso improprio, un errore, e sulle prime così ha fatto anche il sottoscritto.

Tuttavia pensandoci bene mi sono reso conto che questa “moda” non è da criticare ma da capire. Anzi, forse è più da criticare colui che, pur lavorando in un campo che dovrebbe essere per definizione capace di “capire” il momento storico e le sue peculiarità, rimane cieco di fronte agli effetti prodotti sulla società dall’adozione di massa dello smartphone. Si tratta di un evento storico enorme, il cui unico ostacolo interpretativo è di essere troppo recente.

Se è vero che la fotografia e la cinematografia leggono la società in cui ci si trova, oggi dobbiamo vedere che lo strumento smartphone ha creato un linguaggio completamente nuovo, destrutturato e informale, che cattura il momento ora e subito, con l’unico strumento (a parte forse l’orologio) che mai ci sogniamo di lasciare altrove rispetto a dove siamo noi.  Non solo, ma sempre più spesso i video li vediamo appunto da un altro smartphone e quindi il problema dell’orientamento semplicemente non c’è. Fare un video verticale comunica già un mondo ben definito, quello dell’immagine rubata, “live”, popolare e pronta da condividere anche mentre andiamo al lavoro, e tutto questo è appunto già comunicazione e non mero tecnicismo.

Siamo di fronte a qualcosa di molto simile all’introduzione del colore, o all’avvento del formato rettangolare dopo quello quadrato, quindi è indispensabile capire fino in fondo le conseguenze di questo approccio, per potersi dotare di un linguaggio in più con cui esprimere la nostra creatività e raggiungere persone nuove.

Autore: Paolo Niccolò Giubelli

Paolo Niccolò Giubelli nasce a Ferrara il 29 agosto 1983. Frequenta il liceo scientifico A.Roiti e poi la facoltà di ingneria informatica di Ferrara, dove si laurea nel 2007. Appassionato fin da piccolissimo all'informatica, nel 2006 è cofondatore dell'azienda ITestense di Ferrara, in cui da allora lavora nel settore internet, dove capisce che il ruolo dell'immagine, e quindi della fotografia, è fondamentale. Dal dicembre 2010 è cofondatore, assieme all'amico e collega Bruno Faccini, del blog "Occhio Del Fotografo", nato dall'idea di fondere la nostra competenza sul mondo internet con il nostro hobby preferito: la fotografia.

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1 Comment

  1. Heheheheh… carino.
    Ma sai quante volte mi ritrovo a doverlo spiegare ai parenti durante un servizio fotografico di Matrimonio? O durante uno shooting in studio quando i genitori voglio fare il BackStage, cosa che potrebbe anche essere utile postato e condiviso.
    Certo dovrei farmi i fatti miei…ma non resisto 🙂

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