variazione tonale: matrioska

Variazione tonale e luci: vedere la tridimensionalità in una foto

In precedenza abbiamo parlato della distorsione prospettica.  Oggi invece approfondiremo l’aspetto della variazione tonale di un soggetto fotografato, cioè la presenza, su di esso, di zone di luce e zone d’ombra.

Quando stiamo guardando un’immagine bidimensionale, per esempio una fotografia, la variazione tonale costituisce un “indizio visivo” che permette al nostro cervello di avere un’immediata percezione della tridimensionalità della scena. In assenza di distorsione prospettica infatti, la variazione tonale è la risorsa principale da sfruttare nella fase di composizione della foto al fine di esaltarne la profondità!

 

Variazione tonale

Fig. 2 – Variazione tonale: caso ideale

 

Consideriamo il caso ideale di variazione tonale: un cubo che ha un lato illuminato, uno parzialmente in ombra e il terzo interamente in ombra (Fig. 2).

Il caso ideale va tenuto bene a mente, perché costituisce un punto di riferimento e di confronto quando si ha a che fare con scenari reali, in cui difficilmente si ha una situazione così netta.

Da che cosa dipende la variazione tonale?

La risposta a questa domanda introduce un argomento vastissimo e complesso del mondo della fotografia, che certamente non verrà trattato solo in questo articolo: l’illuminazione della scena.

La variazione tonale dipende interamente dalla dimensione e dalla posizione delle sorgenti luminose, secondo questo principio generale: sorgenti luminose più grandi producono luci più diffuse, tenui e ombre morbide; luci più piccole producono illuminazioni più dure, dirette e ombre più nette (vedremo il perché in un articolo dedicato, perché l’argomento merita un approfondimento).

Inoltre, più una sorgente luminosa è vicina al soggetto che illumina, più diventa “grande” rispetto al sistema di riferimento del soggetto, quindi produrrà luci più diffuse (nota che ci siamo ricondotti al principio generale!); al contrario, più la fonte di luce è lontana dal soggetto, più essa diventerà piccola nei suoi confronti, quindi avremo luci più dure e ombre più nette.

Questo principio basilare dell’illuminazione di una scena è fondamentale e ti consiglio di tenerlo sempre a mente, è utilissimo.

 

Gestire la variazione tonale di un soggetto: un caso pratico

Poniamo di dover fotografare una oggetto dalla forma cilindrica, cercando di far percepire a chi guarda la sua tridimensionalità, ad esempio una matrioska.

In questo caso specifico non possiamo contare sulla distorsione prospettica, perché la superficie dell’oggetto è interamente curva, priva di bordi netti che formino delle linee. Resta quindi da sfruttare la variazione tonale, gestendo in modo intelligente l’illuminazione della matrioska e tenendo presente che l’obiettivo della foto è quello di esaltarne la profondità.

Nella Fig. 3, ho provato a scattare con illuminazione dall’alto, come nel caso del precedente articolo, ma il risultato è piuttosto scadente: in quel caso infatti erano le linee ideali tracciate dalle penne sul tavolo l’elemento chiave! Nella foto invece si ha una percezione di “piattezza”, non si percepisce bene la tridimensionalità dell’oggetto.

Con forme curve infatti, un buon modo per esaltare la variazione cromatica è l’illuminazione laterale, spostata leggermente in avanti rispetto al soggetto e orientata verso di esso. L’effetto si può vedere nella Fig. 4: le zone di luce e di ombra sono molto più evidenti, ed è molto più convincente ed immediata la percezione della rotondità e della profondità della matrioska!
Le foto di questo articolo sono state scattate utilizzando uno sfondo nero, una normale lampada da scrivania, treppiede manfrotto, Canon 550D e Canon EF 24-105 L IS USM.

 

variazione tonale: matrioska

Fig.3 – Bassa variazione tonale


variazione tonale: matrioska

Fig.4 – Alta variazione tonale

 

Con questo articolo si conclude l’approfondimento sulla percezione della profondità delle scene fotografate; se ti sei perso la puntata precedente ti consiglio di leggerla, perché oltre alla variazione tonale anche quello della distorsione prospettica è un argomento molto utile in fotografia.

 

L'autore /

faccini.bruno@gmail.com

Ferrara, classe 1983, laurea magistrale in Ingegneria dell’Informazione, creativo, suono la chitarra elettrica e adoro i videogiochi.

13 Comments

  • Michele Guerra
    Aprile 12, 2012

    Articolo molto chiaro e interessante.
    Se lo sfondo fosse stato diverso dal nero, il risultato sarebbe stato lo stesso?

  • Michele Guerra
    Aprile 27, 2012

    Articolo molto chiaro e interessante.
    Se lo sfondo fosse stato diverso dal nero, il risultato sarebbe stato lo stesso?

  • Bruno Faccini
    Luglio 15, 2012

    Ciao Michele, scusa ma ho visto ora per caso la tua domanda! Agire sullo sfondo è molto importante per dare ulteriore profondità alla scena, o per far aiutare a concentrare l'attenzione sul soggetto della foto. Avendo scelto uno sfondo completamente nero, ho voluto concentrare l'attenzione solo sulla luce presente sulla matrioska. Sicuramente scriverò un articolo prossimamente sull'argomento che ti incuriosisce!

  • Bruno Faccini
    Luglio 15, 2012

    Ciao Michele, scusa ma ho visto ora per caso la tua domanda! Agire sullo sfondo è molto importante per dare ulteriore profondità alla scena, o per far aiutare a concentrare l’attenzione sul soggetto della foto. Avendo scelto uno sfondo completamente nero, ho voluto concentrare l’attenzione solo sulla luce presente sulla matrioska. Sicuramente scriverò un articolo prossimamente sull’argomento che ti incuriosisce!

  • Paola Gobbo
    Dicembre 21, 2012

    Ma come si fa ad organizzare uno sfondo su cui scattare foto ai soggetti? Può bastare un cartoncino o un foglio colorato/bianco?
    Grazie per i preziosissimi consigli!

  • Paola Gobbo
    Dicembre 21, 2012

    Ma come si fa ad organizzare uno sfondo su cui scattare foto ai soggetti? Può bastare un cartoncino o un foglio colorato/bianco?
    Grazie per i preziosissimi consigli!

  • Gabriele Forni
    Dicembre 26, 2012

    Intanto grazie per l'articolo interessante. Nutro un dubbio sull'effetto della distanza della sorgente luminosa, che renderebbe la sorgente più piccola. Potrei sbagliarmi, ma mi viene da pensare che quanto più lontana sia la sorgente, tanto più sia diffusa la sua luce, grazie alla rifrazione che la luce compie lungo il suo cammino. Ad es. la luce del sole sebbene infinitamente più intensa è pur sempre meno "dura" di quella di un flash frontale a 2 m dal soggetto. Mi sbaglio?

  • Gabriele Forni
    Dicembre 26, 2012

    Intanto grazie per l’articolo interessante. Nutro un dubbio sull’effetto della distanza della sorgente luminosa, che renderebbe la sorgente più piccola. Potrei sbagliarmi, ma mi viene da pensare che quanto più lontana sia la sorgente, tanto più sia diffusa la sua luce, grazie alla rifrazione che la luce compie lungo il suo cammino. Ad es. la luce del sole sebbene infinitamente più intensa è pur sempre meno “dura” di quella di un flash frontale a 2 m dal soggetto. Mi sbaglio?

  • Filippo Giordani
    Maggio 3, 2013

    sempre molto interessante e ben spiegato.

  • Filippo Giordani
    Maggio 3, 2013

    sempre molto interessante e ben spiegato.

  • Filippo Giordani
    Maggio 3, 2013

    sempre molto interessante e ben spiegato.

  • So molto poco di fotografia e i tuoi consigli sono cosi' chiari e semplici che anche una come me puo' tentare di avvicinarsi a quest'arte.

  • Maria Benigna Gonzalez Ramirez
    Giugno 2, 2013

    So molto poco di fotografia e i tuoi consigli sono cosi’ chiari e semplici che anche una come me puo’ tentare di avvicinarsi a quest’arte.

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