Ferrara Buskers Festival 2011 - Giorno 5

Speciale Buskers a Ferrara – Martedì 23

Paolo Niccolò: Oggi porto con me ben due reflex, la mia Canon 550D e la Pentax a pellicola. Come lenti uso, rispettivamente, la Canon 24-105 e la Pentax 200mm. Perché portarsi una macchina a pellicola? Mi sono forse ricreduto sulle maggiori potenzialità di una digitale? Assolutamente no! Volevo solo divertirmi a sperimentare, sfruttando il finale di un rullino montato l’anno scorso che così posso far sviluppare. E’ una semplicissima Kodak ISO 200 da 36 pose a colori, di cui spero di poter fare delle scansioni appena sviluppata per poter pubblicare qualche scatto.

Bruno: Canon a tracolla con il 70-200 montato e zainetto sulla schiena, con il Sigma 8-16mm che mi ha prestato Paolo Niccolò. Prima di iniziare ho dato una bella pulita alle lenti con l’apposito LensPen ai carboni attivi, comodissimo e da tenere sempre nello zaino.

Anche oggi è stata una bellissima giornata di caldo e sole a Ferrara, l’ideale per andare a scattare qualche bella foto in piazza agli artisti. Verso le sei e un quarto siamo in centro, e già si nota che le giornate si stanno accorciando.

Dopo aver bevuto una gustosa birra bionda abbiamo iniziato il nostro giro di fotografie, sfoggiando la nostra nuova maglietta dell’Occhio del Fotografo. (Presto vedrete qualche novità sul sito).

Siamo andati a salutare in via Garibaldi i “Tom and Jerry”, una band accreditata al Festival in cui suonano alcuni nostri amici e che come repertorio propongono pezzi di Simon & Garfunkel.

Dopo pochi minuti ci siamo diretti verso la piazza dove abbiamo incontrato i Mariachi Peralta, inconfondibili sia per il look caratterizzato da uno splendido sombrero e da una camicia bianca, sia per la musica dal sapore latino americano.

A neanche cento metri di distanza abbiamo trovato i Microguagua, ragazzi spagnoli che hanno avuto l’onore di essere invitati al Festival e che suonano essenzialmente musica reggae; sono dotati di una straripante energia capace di trascinare tutto il (numeroso) pubblico, ed è stato un piacere restare a fotografare i loro colori sgargianti e i loro volti colmi di entusiasmo e dalla notevolissima espressività. Abbiamo cercato in post produzione di farla risaltare il più possibile con immagini ruvide, contrastate e graffianti, capaci di accentuare i tratti somatici ispanici.

Da quel momento la luce ha iniziato a scemare rapidamente e dopo avere fatto qualche scatto con il grandangolare, siamo tornati a casa; prima però abbiamo assistito al finale di uno spettacolo molto divertente davanti all’entrata della Cattedrale, dove un paio di ragazzi (i Beat Brothers) hanno messo in scena un cabaret con i bambini.

 

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L'autore / Bruno Faccini

faccini.bruno@gmail.com

Ferrara, classe 1983, laurea magistrale in Ingegneria dell’Informazione, creativo, suono la chitarra elettrica e adoro i videogiochi.

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