Continua il racconto della bellissima esperienza di Paolo Niccolò Giubelli e Bruno Faccini a Portogaribaldi. Se ti sei perso la seconda puntata la trovi qui.

Nella precedente puntata ci eravamo fermati poco prima dell’ultima sessione di scatti, quella da fare al molo.

Mentre Bruno fotografava il pescatore da lontano grazie al suo teleobiettivo, io mi sono concentrato su foto classiche da grandangolare, riprendendo la stradina del molo in prospettiva.

Foto prospettiva sul molo

Iniziava a sentirsi un po’ il freddo, anche perché l’umidità era davvero molto elevata e fare fotografie stando fermi di certo non aiuta. Abbiamo dunque deciso di riportarci vicino alla macchina, ma prima di tornare a casa abbiamo deciso di sfidare noi stessi cercando di fare belle foto nonostante le circostanze non suggerissero niente di artistico. E’ proprio in questi casi che il fotografo deve dimostrare che è il proprio occhio a fare bella la fotografia prima ancora di costosi equipaggiamenti e di soggetti da cartolina.

Un utile e difficile esercizio che ti invitiamo a provare, infatti, è quello di concentrarti su una piccola area senza particolari soggetti, magari un posto che attraversi tutti i giorni quando vai a lavorare. I primi scatti che farai saranno poco convincenti, ma insistendo, scoprirai e immortalerai dettagli che non pensavi potessero essere così espressivi.

Abbiamo provato a fare alcuni scatti alle barche, e dopo qualche tentativo abbiamo notato che la nitidezza del soggetto non era perfetta: ci eravamo dimenticati che le navi ondeggiano, e con la lunga esposizione questo si nota! Fortunatamente il fenomeno è quasi impercettibile, ma questo dimostra che rimanere perfettamente immobili alle volte non basta. Abbiamo cercato quindi di sfruttare la contrapposizione tra staticità e movimento ritraendo un idrante fissato nel cemento della strada con la corda attaccata al natante che ondeggia.

Le ultime foto le abbiamo fatte ad una bitta, che ci ha affascinato per via della bellissima texture che la ricopre, e che come avevamo notato già altre volte, si dimostra davvero fotogenica. Riteniamo sia perfetta per trasmettere uno di quegli aspetti caratteristici degli ambienti un po’ “grounge”, dove i macchinari esposti alle intemperie si corrodono e si sporcano, come avviene nei cantieri abbandonati, le vecchie fabbriche, le ferrovie e, appunto, i porti.

Foto di una bitta sul moloDinamismo versus staticità - foto

Speriamo che questo racconto ti sia piaciuto, che ti possa ispirare per percorsi fotografici interessanti! Tutto quello che ti chiediamo in cambio è di cliccare su “Mi piace” qui sotto!

Alla prossima,

Paolo e Bruno

Paolo Niccolò Giubelli

Paolo Niccolò Giubelli

L'autore

Nasce a Ferrara il 29 agosto 1983. Frequenta il liceo scientifico e poi ottiene la laurea specialistica in Ingegneria Informatica all'Università di Ferrara. Appassionato fin da piccolissimo d'informatica, nel 2006 è cofondatore dell'azienda ITestense di Ferrara, in cui da allora lavora come esperto di comunicazione sul web. Qui capisce che il ruolo dell'immagine, e quindi della fotografia, è fondamentale. Dal 2010 è cofondatore, assieme all'amico e collega Bruno Faccini, del blog "Occhio Del Fotografo". Dal 2021 si interessa di fotografia analogica.

2 Commenti

  1. Davide Gonella

    Ciao ragazzi, ormai vi seguo da un pó, vi ho scoperto per caso e vi sto pure pubblicizzando presso i miei amici.. ho davvero imparato tanto e la mia ragazza ne sta facendo le spese, :-). Ma con la sviolinata arriva la domanda: capisco perché occorra togliere l’autofocus quando si fanno foto in notturna, ma perché levare lo stabilizzatore? E poi: come si mette a fuoco manuale all’infinito? Scusate le domande magari banali….i

    Rispondi
  2. Davide Gonella

    Ciao ragazzi, ormai vi seguo da un pó, vi ho scoperto per caso e vi sto pure pubblicizzando presso i miei amici.. ho davvero imparato tanto e la mia ragazza ne sta facendo le spese, :-). Ma con la sviolinata arriva la domanda: capisco perché occorra togliere l'autofocus quando si fanno foto in notturna, ma perché levare lo stabilizzatore? E poi: come si mette a fuoco manuale all'infinito? Scusate le domande magari banali….i

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