[vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column][vc_column_text]Anche questa sera mi è capitato di accennare al confronto tra la fotografia digitale e quella analogica.

Preciso subito: non sono un fan di niente e di nessuno, cerco di presentare la mia riflessione in base ai fatti che ho riscontrato nella mia esperienza. Chiunque voglia contribuire apportando altri fatti è dunque invitato e incoraggiato a farlo.

Ecco secondo me i vantaggi della fotografia digitale:

  • Riduzione dei costi per lo sviluppo e la stampa delle foto; se infatti lo “sviluppo” del formato RAW va comunque fatto, in realtà la stampa può essere limitata a quegli scatti che decidiamo di voler conservare per sempre, e che proprio per questo riteniamo validi e meritevoli; si può anche dire che i soldi risparmiati (che alla fine non sono pochi) possono essere utilizzati più proficuamente per migliorare la propria attrezzatura fotografica
  • Meno danni per l’ambiente: tutti gli acidi usati per lo sviluppo e i materiali chimici per la fabbricazione delle pellicole e della carta fotografica diventano inutili, con grande vantaggio per l’ambiente
  • Possibilità di fare molti più scatti senza dover comprare decine di rulli
  • Possibilità di fare fotografie in contesti luminosi molto differenti senza dover utilizzare di volta in volta rullini specifici (con ISO diversi) grazie alla flessibilità dei sensori digitali, che possono essere programmati
  • Possibilità di avere molto più controllo sul processo di “sviluppo”, grazie a tutti gli strumenti che l’informatica ci mette a disposizione
  • Più possibilità per la fruizione delle proprie foto: possono essere viste e trasmesse ovunque e da chiunque, senza processi intermedi, usando tutti gli strumenti che la tecnica ci mette a disposizione
  • Possibilità di vedere immediatamente le foto fatte, evitando brutte sorprese quando si stanno facendo foto per lavoro

Si tratta di vantaggi oggettivi, che cioé tutti possono provare. Per quanto riguarda la fotografia a pellicola vedo un vantaggio oggettivo solo:

  • Le foto sviluppate non sono stampate, ma impressionate su carta fotografica, che ha una qualità e soprattutto una durata decisamente migliore di ogni tipo di stampa con inchiostri

Ci sono altri vantaggi della pellicola, che però secondo me sono soggettivi o legati comunque alla sfera dell’emotività, che proprio per questo in fotografia non si possono sottovalutare:

  • L’emozione che si prova quando si aspetta che venga ultimato il processo di sviluppo è impareggiabile ed è denso di interrogativi sul se e come sono venute le fotografie.
  • Essendo costretti a fare pochi scatti, si devono fare molti meno errori, e quindi bisogna pensare un po’ di più alla composizione e a tutto il resto. Non è detto che questo sia sempre un vantaggio, ma sicuramente ho trovato molto didattico iniziare a fare foto con una vecchia Pentax reflex a pellicola proprio perché ho imparato prima e meglio a “muovermi” tra diaframmi, tempi e ISO dato che non c’era un computer che faceva i conti per me

Se sullo stoccaggio delle proprie foto torneremo più avanti con un articolo adeguato, il mondo della pellicola mi pare abbia ancora un appeal dovuto all’emozione sprigionata dall’attesa e sicuramente può essere un’ottima scuola per cominciare (anche perché è difficile che in casa non si trovi una vecchia reflex dei genitori o dei nonni). Tuttavia ritengo che il mondo del digitale abbia dei vantaggi molto concreti che garantiranno una seconda giovinezza a quest’arte così meravigliosa, che a ben pensarci, è sempre stata legata alla tecnica e che non può proprio ora separarsene.

In ogni caso secondo me, e non è retorica, la tecnologia giusta è quella che fa divertire, perché i fotografi sanno che questa passione è innanzitutto un piacere. Ma siccome è anche un’arte, nell’uno e nell’altro caso non si può ignorare il fatto che esiste un’alternativa valida, che ci può arricchire nella tecnica e nell’emozione, e dunque ogni tanto concediamoci di cambiare e di sperimentare![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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Paolo Niccolò Giubelli

Paolo Niccolò Giubelli

L'autore

Nasce a Ferrara il 29 agosto 1983. Frequenta il liceo scientifico e poi ottiene la laurea specialistica in Ingegneria Informatica all'Università di Ferrara. Appassionato fin da piccolissimo d'informatica, nel 2006 è cofondatore dell'azienda ITestense di Ferrara, in cui da allora lavora come esperto di comunicazione sul web. Qui capisce che il ruolo dell'immagine, e quindi della fotografia, è fondamentale. Dal 2010 è cofondatore, assieme all'amico e collega Bruno Faccini, del blog "Occhio Del Fotografo". Dal 2021 si interessa di fotografia analogica.

4 Commenti

  1. Michele Malagù

    Ottimo articolo e ottimo blog!
    Bravi, continuate così!

    Rispondi
  2. Paolo Niccolò Giubelli

    Carissimo Antonio, innanzitutto complimenti: sei il primo commentatore del nostro blog, e ci fa molto piacere!! 😀
    Ti rispondo per punti:
    – Costo di stampa e sviluppo: in realtà quando porti il rullino stampi e sviluppi tutto, quindi anche le foto che butteresti via
    – Il danno per l’ambiente che intendevo è dato da tutta la filiera della produzione delle pellicole e le sostanze chimiche necessarie per lo sviluppo delle foto
    – In merito ai 12 rullini… beh, effettivamente portandosi dietro tutto quel materiale il problema non si pone, però ammetterai che è un po’ diverso rispetto ad una SD da 16 GB! 😀
    Mi interessa il tuo PS, perché dici che la stampa chimica sia migliore solo per i piccoli formati?
    Ciao!

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  3. Antonio D'Albore

    Ciao,

    Articolo molto interessante!

    “Riduzione dei costi per lo sviluppo e la stampa delle foto” sono d’accordo per lo sviluppo ma cosa centra la stampa? Il processo di stampa lo faccio se serve ed è praticamente uguale (fornisco il file al lab).

    “meno danno per l’ambiente”: ma la carta fotografica è sempre la stessa, non vedo la differenza!

    “Le foto sviluppate non sono stampate, ma impressionate su carta fotografica…” …ma puoi fare lo stesso stampando file provenienti da camere digitali, giusto?

    “Essendo costretti a fare pochi scatti, si devono fare molti meno errori,” Perchè dici che si è costretti a far pochi scatti? Io quando facevo reportage di un giorno non ho mai portato meno di 12 rolli da 36.

    Ciao!

    Antonio

    PS: per me la stampa a InkJet ha senso solo per grandi formati o applicazioni pubblicitarie. Per tutti gli altri formati credo che la stampa chimica (o ciba nel caso delle dia) sia la miglior soluzione.

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