PC per fotografia: come sceglierlo

Quale PC per la fotografia scegliere?

Spesso amici o conoscenti ci chiedono quale PC per fotografia scegliere, o di consigliare loro un notebook per la fotografia.

Vi posso subito dire che non esiste il “miglior computer per fotografia” in senso assoluto, ma esistono una serie di prodotti che ci offre il mercato, ognuno dei quali possiede caratteristiche e costi differenti. Tutta questa varietà genera sicuramente confusione o addirittura sconforto in chi deve scegliere quale computer acquistare, ma, sapendo cosa cercare, sarete in grado di scegliere il miglior computer per fotografia per voi.

In questo articolo vedremo gli aspetti fondamentali da prendere in considerazione in un PC per la fotografia, cercando di evitare il più possibile i tecnicismi per non annoiarvi e confondervi (ci sarebbe tantissimo da dire, quindi non me ne vogliano i colleghi nerd o gli smanettoni, ma questo non è un blog di informatica!). Vi descriverò quindi i principali componenti di un PC coinvolti nell’elaborazione fotografica e quale di questi “sacrificare” nella scelta di un computer per fotoritocco, così da non superare il vostro budget.

In coda all’articolo troverete una nostra selezione di modelli di computer All-In-One e notebook, con i link su Amazon, in maniera che possiate confrontare caratteristiche e prezzo.

Se decidete di acquistare tramite i link sottostanti, sappiate che senza alcun costo aggiuntivo per voi, ci darete un piccolo supporto. Grazie fin da ora a chi lo farà.

 

INDICE

 

Come scegliere il miglior PC per fotografia per le vostre esigenze

La prima cosa da sapere è ovviamente il “cosa andrà a fare il nostro PC per fotografia”. Sembra scontato, ma non è così. Molte persone pensano serva un computer potentissimo e finiscono per acquistare un modello sì potente, ma privo di altre caratteristiche sicuramente più utili allo scopo e, molto probabilmente, più costoso!

La fotografia digitale, che sia essa praticata a scopo hobbistico, oppure a livello professionale, richiede un computer (portatile o fisso) in grado di assistere al meglio il fotografo in quelle che posso riassumere in 3 attività principali: visualizzare, elaborare, archiviare le fotografie.

La visualizzazione di uno scatto sul vostro computer deve essere il più possibile fedele a livello di colori e nitida, altrimenti si comprometterebbero i processi successivi. 

L’elaborazione è ormai diventata fondamentale, poiché la post produzione con software quali Lightroom o Darktable è ormai irrinunciabile e in alcuni casi potrebbe anche essere necessario praticare del fotoritocco con software quali Photoshop o Gimp

L’archiviazione potrebbe diventare un problema nel tempo, perché gli scatti ad alta risoluzione, in particolare in formato RAW occupano spazio ed è fondamentale prevedere un sistema di backup (scriverò un articolo a breve anche per questo).

Il processore o CPU

Il componente che tutti chiamano processore o CPU, acronimo di Central Processing Unit è di fatto il cuore (anche se sarebbe più appropriato definirlo il cervello) di un computer. È il protagonista indiscusso quando si tratta di scegliere un nuovo computer ed è quasi sempre il primo componente che viene mostrato in una scheda tecnica o un volantino di un rivenditore e per questo spenderò qualche parola in più. Maggiore è la “velocità” della CPU, meno tempo impiegherà il computer ad eseguire le operazioni richieste. Su questo la scelta sul mercato si basa su: marca (Intel o AMD, di recente Apple ha prodotto la sua CPU), frequenza di clock (misurata in MHz o GHz) e numero di core

Tralasciamo la scelta della marca, perché spesso è obbligata e comunque secondaria. La frequenza di clock della CPU è il numero di cicli al secondo a cui opera il processore. In ogni ciclo una CPU può svolgere più operazioni (il numero varia a seconda di una serie di fattori che non andremo a prendere in considerazione in questo articolo), quindi maggiore è la frequenza di clock, maggiore è il numero di operazioni che il nostro processore può svolgere nell’unità di tempo.

Mentre una volta il processore era solo uno (specialmente in ambito consumer), a partire dall’ormai lontano 2005 AMD rese disponibile il primo modello dual core per i normali PC e da quel momento si è assistito ad un numero sempre crescente del numero dei core. Un core è di fatto nucleo fisico di CPU, quindi un modello di processore multi core è dotato di due o più nuclei di CPU al suo interno. 

Il discorso è molto semplice: pensate di avere un grande problema da risolvere e di poterlo suddividere in più problemi più “piccoli”; avere più unità di elaborazione a disposizione permette di assegnare ad ogni core la risoluzione di uno o più di questi sottoproblemi. Una volta che tutti i core hanno terminato il loro lavoro, le singole soluzioni vengono composte in quella che è la soluzione del problema principale.

Quindi avere più core significa avere un processore con maggiore capacità di elaborazione.

Ora, quello che è importante capire è che in ambito fotografico la potenza serve sicuramente, ma i processori in commercio attualmente offrono molta capacità di calcolo e la differenza tra un processore da 300 € e uno da 1000 € non è sempre così lampante nella post produzione.

La memoria RAM

La memoria RAM, acronimo di Random Access Memory, è un tipo di memoria volatile (si perde tutto il suo contenuto ogni volta che spegniamo il computer) nella quale vengono immagazzinati temporaneamente tutti i dati relativi ai programmi in esecuzione

La RAM è estremamente più veloce (sia in termini di tempi di accesso ai dati, che velocità di trasferimento) rispetto ad un disco rigido (anche se SSD, di cui parleremo in seguito). Quando si avvia un programma, i dati presenti sul disco fisso vengono copiati nella RAM, in maniera da consentire alla CPU di eseguire le istruzioni richieste. Se anche fosse possibile usare direttamente il disco rigido, ogni operazione richiesta da qualsiasi programma richiederebbe tantissimo tempo!

Oltre al sistema operativo (Windows, macOS,…) che occupa una porzione della RAM per i servizi principali, il programma di post produzione o fotoritocco richiede parecchia RAM aggiuntiva per funzionare. Spesso poi teniamo aperto anche il browser, che specialmente con l’apertura simultanea di più tab, sono molto esosi in quanto a memoria. 

Il mio consiglio è quello di evitare assolutamente computer con 4GB di RAM, sono sicuramente datati o non adatti allo scopo. Scegliete invece un quantitativo di memoria di almeno 8GB, anche se è decisamente meglio averne 16GB, specialmente se state cercando un PC o portatile per fotoritocco, operazione che richiede più memoria della post produzione.

La scheda video o GPU

Il termine GPU, acronimo di Graphics Processing Unit, è stato “coniato” da NVIDIA quando nel 1999 lanciò sul mercato la GeForce 256. 

Storicamente si utilizzava il termine scheda video per indicare quel componente che, installato fisicamente sulla scheda madre del computer, permetteva di collegare il PC ad un monitor. Oggigiorno le GPU possono essere integrate anche nelle CPU, quindi con scheda video ci si riferisce a quelle GPU (solitamente più performanti) che non sono integrate nel processore.

I produttori sono attualmente 3: Intel che produce GPU integrate nelle proprie CPU (anche se a breve presenterà un modello su scheda); AMD che produce sia GPU integrate nei propri processori, che GPU su scheda; NVIDIA che produce attualmente solo GPU performanti su scheda.

Le GPU integrate sono meno performanti di quelle su scheda (le integrate AMD sono solitamente molto più performanti di quelle Intel, raggiungendo le prestazioni di GPU economiche su scheda). 

In un PC per fotografia la potenza della GPU non è così fondamentale (al contrario di operazioni quali l’editing video o il CAD). Software professionali come Lightroom sfruttano la capacità di elaborazione delle GPU, comprese quelle integrate. Siccome una buona GPU costa parecchie centinaia di euro, in particolare se stiamo cercando un notebook per fotografia, settore in cui le GPU sono generalmente meno performanti per via della miniaturizzazione e della scarsa capacità di dissipazione termica di un portatile, non vale la pena svenarci per una ottima scheda video, quando quel denaro lo possiamo spendere in uno degli altri componenti in analisi.

Disco fisso e archiviazione

Il disco fisso, o disco rigido (dal termine inglese hard disk) è una memoria non volatile e la principale unità di archiviazione dei dati. I programmi installati, i documenti, la musica e le foto che salviamo o scarichiamo sul computer vengono memorizzati sul disco rigido.

I primi dischi fissi hanno cominciato a diffondersi sui PC nella seconda metà degli anni ’80, anche se il primo modello, realizzato da IBM, risale al 1956 ed aveva una capacità di ben 5 MB (per l’epoca era una capienza enorme), che oggi potrebbe contenere meno di un quarto di una foto RAW!!!

Storicamente si è sempre trattato di dischi di tipo magnetico, costituiti da piatti rotanti rivestiti di materiale ferromagnetico, su cui levitano testine il cui compito è muoversi per leggere o scrivere dati sulla superficie dei dischi.

L’evoluzione tecnologica ha portato gli hard disk a diventare sempre più piccoli, veloci e capienti. I tagli in cui vengono prodotti sono principalmente due: 3,5″ (si misurano in pollici) e 2,5″ (questi ultimi sono destinati ad essere montati su PC portatili o utilizzati come dischi esterni alimentati tramite USB).

Negli ultimi 10 anni si è diffusa una nuova tipologia di disco fisso: l’SSD, acronimo di Solid State Drive, il quale è costituito da chip di memoria (analogamente a quanto avviene con la RAM, ma in questo caso si tratta di memoria non volatile). L’utilizzo di celle di memoria su silicio permette di ridurre drasticamente il tempo di accesso ai dati (in un disco magnetico le testine devono posizionarsi nel punto giusto e attendere che la rotazione del disco porti il dato cercato sotto di loro) e un aumento delle velocità di trasferimento dati. 

La differenza tra un PC dotato di disco magnetico e uno dotato di SSD (a parità di configurazione hardware e software) è notevole: l’avvio è decisamente più rapido, così come l’apertura di qualsiasi applicazione. Con un SSD dimenticatevi le inutili e fastidiose attese prima di poter usare i vostri applicativi.

Quasi tutti i computer in commercio ormai sono dotati di disco SSD, il quale è sicuramente da consigliare come disco primario, mentre in un PC per fotografia consiglio sicuramente almeno un disco secondario (può anche essere un disco esterno) in cui archiviare i vostri scatti. Il disco secondario può essere di tipo meccanico (vi garantirà maggiore capienza ad un prezzo più contenuto) oppure SSD (sono generalmente meno capienti e più costosi, ma molto veloci specialmente su USB 3.1), la scelta dipende da voi e dal vostro budget.

Un consiglio che deriva da anni di esperienza: mettete sempre nel budget le risorse per secondo disco di archiviazione delle vostre foto. Se perdete anni di materiale fotografico senza avere un backup, sono dolori!

Il monitor o display

Ho volutamente tenuto per ultimo questo componente perché sia io, che i miei colleghi Bruno e Paolo Niccolò, lo riteniamo il più importante!

Ho la fortuna di lavorare ogni giorno con un monitor (in realtà sono due affiancati) DELL di tipo IPS da 27″ con risoluzione 4K ed è un piacere per gli occhi. Anche se ci collegassi un PC “scassone” di 15 anni fa, un monitor del genere mi farebbe sopportare molto meglio tutti i difetti di un computer dalle basse prestazioni!

Il monitor (molti si riferiscono al monitor integrato in un notebook o PC All-In-One con il termine “display”) è la nostra finestra sul mondo digitale. È tramite lui che riusciamo a vedere i risultati dei nostri scatti. È grazie al monitor che possiamo effettuare la post produzione o il fotoritocco e per farlo dobbiamo vedere le immagini in modo nitido e con i colori corretti.

Tutti i display montati in portatili e monitor adottano la tecnologia LCD TFT, acronimo di Liquid Crystal Display Thin Film Transistor (tranne qualche rarissimo caso di display OLED), ma presentano alcune differenze che li collocano in segmenti di mercato ben precisi. In commercio ce ne sono tre: TN (Twisted Nematic), ovvero i più datati, che offrono elevate velocità di aggiornamento, ma bassi contrasti e colori non idonei all’elaborazione fotografica; i VA (Vertical Alignment) più recenti, con elevati tempi di risposta, ma una resa cromatica e angoli di visione superiori ai TN; infine gli IPS (In Plan Switching) con tempi di risposta inferiori, ma ottimi angoli di visione e una eccellente resa cromatica.

Vi consiglio vivamente di acquistare un monitor con display di tipo IPS, che può garantire un’ottima copertura dello spazio colore sRGB;  se siete videogiocatori, tuttavia, un IPS potrebbe non possedere i tempi di risposta adeguati (anche se ultimamente sono migliorati notevolmente) e generare scie di movimento in certe fasi di gioco.

Per quanto riguarda dimensioni e risoluzione, dipende sempre dal vostro budget. Più un monitor è grande, maggiore è il suo costo a parità di condizioni. Il top è sicuramente un modello da 27″ con risoluzione 4K (Ultra HD o 3840×2160 pixel) o 5K, ma anche diagonali inferiori possono andare bene. Consiglio comunque modello con risoluzioni elevate, perché un display ad alta densità risulta utilissimo in un PC per fotografia, oltre che essere più piacevole in qualsiasi ambito di utilizzo (il rendering dei font migliora notevolmente così come di conseguenza la leggibilità dei testi). 

Se state cercando un notebook per fotografia, solitamente la dimensione del display non dovrebbe essere inferiore ai 15″ (risulterebbe altrimenti troppo scomodo lavorare). Anche nel caso di un PC portatile, consiglio un display ad alta densità, quindi con risoluzioni di 4K per una diagonale da 15″. Solitamente questa caratteristica implica componenti più prestanti, quindi un prezzo maggiore. Nel caso non ve lo possiate permettere, cercate comunque un modello con risoluzione di almeno 1920×1080 pixel. Un buon compromesso può senz’altro essere quello di acquistare un PC portatile per fotografia senza un display eccellente, ma al quale collegare un monitor esterno di qualità. Un buon monitor vi durerà parecchi anni e lo potrete collegare ad uno o più computer, sia fissi che portatili. Assicuratevi solo che il notebook per fotografia che intendete acquistare, sia dotato di una uscita video (solitamente sono di tipo HDMI o Display Port) in grado di supportare la risoluzione del monitor. Se avete dei dubbi, rivolgetevi sempre al negoziante.

Conclusioni

Dopo questa lunga chiacchierata è giunto il momento di concludere e fornirvi delle indicazioni da seguire prima di procedere all’acquisto. 

 

CPU e RAM

Non importa scegliere un modello con il processore più veloce in commercio, specialmente se state cercando un pc per fotografia e post produzione: un buon dual core ​dovrebbe andare più che bene, anche se ormai i modelli quad core hanno prezzi molto abbordabili (sia Intel che AMD). Investite piuttosto sulla memoria RAM. Io consiglio di puntare ai 16GB e MAI scendere sotto gli 8GB. Se invece, oltre alla post produzione, state cercando un computer per il fotoritocco, meglio sicuramente non scendere sotto i 16GB di RAM e avere un processore più potente, per via delle operazioni più onerose che vengono svolte su più livelli.

 

Monitor e scheda video

La scheda video, come detto in precedenza, non ha tutta questa importanza: per della post produzione una integrata è già sufficiente, mentre per il fotoritocco potrebbe risultare utile un modello più prestazionale. Il monitor invece è essenziale. Un buon monitor da 27″ IPS ad alta densità (risoluzione almeno da 4K) è ciò che vi consiglio. Un modello con queste caratteristiche costa 500-600€ e può essere collegato anche ad un PC portatile. Evitate di spendere 200-300€ per un monitor mediocre (non IPS e con risoluzioni più basse); meglio risparmiare su processore e scheda video e investire denaro su un buon monitor.

 

Disco rigido

Il problema dello spazio di archiviazione si presenterà avanti nel tempo, quindi inizialmente il mio unico consiglio è quello di affidarvi ad una unità SSD per avere un computer per fotografia reattivo e veloce. Poi potrete acquistare in seguito una unità esterna o un NAS (Network Attached Storage) su cui effettuare dei backup. Per questo vi rimanderò ad un prossimo articolo.

Se avete intenzione di acquistare un PC assemblato, sicuramente riuscirete a risparmiare qualcosa e ottimizzare il vostro budget, investendo nei componenti più idonei. Rivolgetevi al vostro assemblatore di fiducia, negoziante o amico smanettone, con queste “istruzioni”, lui saprà consigliarvi la componentistica più idonea.

Computer e monitor selezionati

Segue una selezione di computer di tipo All-In-One o notebook, che ritengo adatti per un fotografo. Alcuni sono prodotti professionali, altri sono ottimi computer per fotografia e non solo. Gli articoli sono suddivisi per produttore o per tipologia.

Apple

Microsoft

Asus

Dell

Monitor

L'autore / Federico Banzi

[email protected]

Nasce a Ferrara il 21 maggio 1983 e fin da giovane è appassionato di tecnologia, mostrando grande interesse per tutto ciò che riguarda l'informatica e le telecomunicazioni. Dal 2006 è socio cofondatore di ITestense, società specializzata nella fornitura di servizi per le aziende. Nel 2012 si laurea in Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni presso l'Università di Ferrara. Dopo l'esperienza maturata nell'ambito server e networking, ha deciso di seguire la sua passione per la programmazione, dedicandosi in particolare allo sviluppo nel mondo web e SEO.

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