Iperfocale e profondità di campo

In  questo articolo vedremo come calcolare la distanza iperfocale e spiegheremo di cosa si tratta.

Una delle prime cose che si impara in fotografia e che un obiettivo è capace di mettere a fuoco, in un dato momento, esattamente ad una e una sola distanza dalla macchina fotografica. Ogni oggetto che non è collocato su questa linea immaginaria in realtà non è a fuoco, ma come tutti noi ben sappiamo, questo non significa che non sia sufficientemente nitido per far credere al nostro occhio che in realtà sia a fuoco. Questa “fascia di nitidezza” è chiamata profondità di campo e dipende essenzialmente da tre fattori:

  1. Lunghezza focale dell’obiettivo – Più aumenta più la profondità di campo si restringe
  2. Apertura del diaframma – Più il diaframma è aperto, più la profondità di campo si restringe
  3. Distanza a cui si mette a fuoco – Più è vicino l’oggetto che mettiamo a fuoco, più la profondità di campo si restringe

La distanza iperfocale

Se è vero che in molti casi giocare con lo sfocato ci dona foto bellissime, in altri vogliamo rendere nitidi sia gli oggetti in primo piano che quelli sullo sfondo, e per farlo la tecnica migliore è quella del calcolo della distanza iperfocale. Tra l’altro, avere qualche oggetto in primo piano quando si vuole fare una foto panoramica ci consente di evitare quel terribile “effetto cartolina” dal quale tutti noi vogliamo fuggire, quindi conoscere questa tecnica può essere molto utile proprio per darci lo spunto a fare foto non banali.

Questa tecnica sostanzialmente si può riassumere come modo per ottenere una profondità di campo che si estende, a partire da una certa distanza da noi, fino all’infinito, proprio giocando sui tre fattori elencati prima, e in particolare in base alla formula

H = ((f^2) / (N * c)) + f

dove

  • H è la distanza iperfocale espressa in millimetri
  • f è la lunghezza focale espressa in millimetri
  • N è l’apertura del diaframma (espresso come rapporto di apertura, quindi ad esempio 1.4 per un diaframma f/1.4)
  • c è il circolo di confusione, che in rapporto alle pellicole è pari a 0.016 mm per il formato APS-C e 0.026 mm per il formato full frame.

Ad esempio se fossi in montagna con la mia Canon 550D (APS-C)  e volessi riprendere le cime che mi circondano così come i massi di roccia davanti a me potrei scegliere come valori f/11, 50mm e in questo modo la formula mi restituisce che la distanza iperfocale H = 14.254 mm = 14,25 metri.

Come usare dunque questa distanza? E’ semplice, basta collocarsi in modo tale che la distanza tra la il sensore della fotocamera reflex e l’oggetto in primo piano sia pari ad almeno la metà della distanza iperfocale, e tutto verrà accettabilmente nitido! Nell’esempio sopra citato dovrei dunque posizionarmi con la fotocamera a circa sette metri dai massi.

Facendo pratica, si allena l’occhio e il procedimento diventa più immediato

Usare formule matematiche piuttosto che tabelle prefatte può non essere sempre la soluzione più comoda, anche se sicuramente è un modo per iniziare a fare qualche esperimento con un po’ di tempo a disposizione. In questo modo si può iniziare ad imparare a conoscere bene le ottiche che possediamo, che, come abbiamo già osservato più volte, sono in realtà pezzi unici e quindi si comportano non sempre secondo rigide equazioni.

Proprio perché un bravo fotografo ha un occhio allenato, questi deve anche iniziare ad imparare a valutare le distanze con una certa approssimazione senza l’uso di strumenti. Se non si vogliono effettuare calcoli per ottenere la distanza iperfocale o si ha a disposizione un obiettivo con l’indicatore della profondità di campo, oppure bisogna allenare molto il proprio occhio e fare uso della propria esperienza. Il mio consiglio è quello dunque di fare varie prove con la calcolatrice a portata di mano fino a quando non si è capaci di imbroccare con sufficiente velocità le distanze giuste. Del resto, ad esempio, non abbiamo mai usato delle rigide tabelle per calcolare il diaframma giusto, bensì dopo un po’ di tempo abbiamo imparato quale valore scegliere per ottenere la nitidezza migliore.

Le indicazioni sull’obiettivo possono esserci di aiuto

Se l’obiettivo ha indicata la distanza di messa a fuoco e la profondità di campo allora è sufficiente allineare la tacca della ghiera in modo tale che sulla scala delle distanze punti su infinito e vedere a quale diaframma corrisponde la distanza iperfocale (vedi foto sotto, in cui si vede che la distanza con f/22 è di 50 metri sull’obiettivo da 200mm).

Iperfocale: obiettivo con indicazione della distanza di messa a fuoco e della profondità di campo

Iperfocale: Obiettivo con indicazione della distanza di messa a fuoco e della profondità di campo

 

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Autore: Paolo Niccolò Giubelli

Paolo Niccolò Giubelli nasce a Ferrara il 29 agosto 1983. Frequenta il liceo scientifico A.Roiti e poi la facoltà di ingneria informatica di Ferrara, dove si laurea nel 2007. Appassionato fin da piccolissimo all'informatica, nel 2006 è cofondatore dell'azienda ITestense di Ferrara, in cui da allora lavora nel settore internet, dove capisce che il ruolo dell'immagine, e quindi della fotografia, è fondamentale. Dal dicembre 2010 è cofondatore, assieme all'amico e collega Bruno Faccini, del blog "Occhio Del Fotografo", nato dall'idea di fondere la nostra competenza sul mondo internet con il nostro hobby preferito: la fotografia.

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9 Comments

  1. questo articolo è un po’ difficile……………….

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  2. Nella formula matematica che hai scritto, il simbolo "^" sta per "elevato a"? Cioè la formula considera sempre il quadrato della distanza focale?

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  3. Ti rispondo io: sì, nella formula la distanza iperfocale è un rapporto tra il quadrato della lunghezza focale in mm e l’apertura del diaframma moltiplicato il circolo di confusione, più la lunghezza focale.

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  4. Salve ragazzi, complimenti vivissimi per il vostro sito e i vostri videocorsi!
    Grazie a voi mi sono appassionato in fotografia e ho acquistato la mia prima reflex una canon eos 1100d.
    Volevo chiedervi una cosa.. faccio un po di confusione con lunghezza focale e profondità di campo…
    La lunghezza focale che ho capito per definizione cosa sia , corrisponde in parole povere ad ingrandire o meno l'immagine all'interno dell'obiettivo (zoom)??
    mentre la profondità di campo corrisponde alla messa a fuoco degli oggetti nella foto??
    per esempio per avere una buona profondità di campo in una foto in cui ritraggo una strada (messa a fuoco di tutta l'immagine alle varie distanze) devo avere una focale bassa e una apertura del diaframma stretta, ho letto che voi consigliate fino la 11, (la mia arriva alla 29 ma nn riesco a capire dalle foto cosa cambia) e impostare il tempo di scatto in base alle condizioni (giorno o notte)…
    vi ringrazio in anticipo e ancora complimenti

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  5. 1) Sì (più che ingrandire direi "avvicinarti" virtualmente al soggetto) 2) Sì (rivedi la puntata sui diaframmi, in particolare l'esperimento con i cartoncini numerati) 3) Cambia che oltre a certi valori di f si verifica il fenomeno della diffrazione, e la nitidezza di tutta l'immagine diminuisce

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  6. quindi se mi mettessi ad una distanza minore della metà dell’iperfocale ottengo delle foto con “un solo” piano messo a fuoco, giusto? (la classica foto con il soggetto a fuoco e lo sfondo poco nitido)

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  7. Salve, facciamo caso che ho un 50mm f/1.8 dove non ci sono scritte le distanze, e volessi fare un ritratto, come posso capire se ho a fuoco perfettamente soltanto il naso del soggetto o anche il resto del viso o del corpo? avendo la possibilità di fare foto con scarsa luminosità si tende ad usare valori bassissimi del diaframma ma ne risente molto la profondità di campo…grazie

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  8. Salve ho due quesiti da porre. Il primo riguarda la formula per il calcolo dell’iperfocale. Invece che H = ((f^2) / (N * c)) + f, non dovrebbe essere semplicemente H = f^2 / (N * c)?
    Il secondo riguarda la questione di massima nitidezza e di messa a fuoco su un obiettivo con diaframma 1.4 in relazione alla iperfocale. Se un’apertura di campo riduce la profondità di campo com’è possibile che l’iperfocale di un obiettvo 50mm e f1.4 sia più ampia rispetto ad un obiettivo con stessa lunghezza focale ma con diaframma 2.8? Grazie per la cortese risposta. Luigi

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