Il metodo OCCHIO: un buon alleato per cogliere sempre l’attimo

Metodo OCCHIO

Metodo OCCHIO

Talvolta alcune situazioni si presentano davanti al nostro obiettivo improvvisamente ed in quel momento dobbiamo essere pronti a scattare, altrimenti avremo perso per sempre l’occasione di catturare una scena indimenticabile.

E’ qui che subentra l’importanza del Metodo OCCHIO (del resto come potevamo chiamarlo? 😉 ), cioè una sorta di auto-disciplina che dobbiamo imporci al fine di poter ridurre al minimo le probabilità di scattare fotografie sbagliate. OCCHIO è un acronimo ricorsivo, che significa Occhio! Che Cos’Hai Impostato Oggi?

Le fotocamere digitali reflex infatti sono degli strumenti di precisione che ci permettono sì di esprimere noi stessi e le nostre emozioni attraverso la forza delle immagini, ma in quanto tali richiedono una profonda conoscenza del manuale d’uso e di ogni singola modalità di scatto disponibile, al fine di riuscire a comunicare al meglio la nostra visione;  è necessaria inoltre una conoscenza almeno basilare dei parametri fondamentali del “fotografare”, cioè apertura del diaframma, tempi dell’otturatore e sensibilità ISO.

L’idea è quella di scegliere un set di impostazioni della fotocamera che siano le più adatte possibile per le fotografie che solitamente scattiamo, facendo particolare attenzione alle seguenti:

  • MODALITA’ DI MESSA A FUOCO: Il punto di autofocus è buona norma sceglierlo nel punto centrale, perchè consente in combinazione con la modalità di messa a fuoco One Shot (la più usata), di mettere a fuoco e comporre con la maggior parte dei soggetti e delle scene.
  • APERTURA DEL DIAFRAMMA E MODALITA’ IN USO: solitamente scatto circa il 70% delle fotografie in modalità Av, cioè quella in cui si specifica l’apertura del diaframma ed il processore della fotocamera varia la velocità di chiusura in base ai valori rilevati dall’esposimetro, in modo da ottenere una corretta esposizione. Per quanto riguarda l’apertura del diaframma invece, di solito uso valori compresi tra f/4 e f/8.
  • SENSIBILITA’ ISO: per facilitare i calcoli automatici della fotocamera reflex è bene impostare da subito un valore di sensibilità ISO sensato rispetto alla quantità di luce prevista per lo scenario fotografico che ci aspetta. Alla luce del giorno ad esempio ISO 100 è l’ideale.
  • SCATTO: la modalità “scatto singolo” è quella che si usa nella stragrande maggioranza dei casi, ma è bene verificare sempre che non sia erroneamente rimasta impostata ad esempio la modalità “autoscatto” o altre simili! Mi è capitato più volte, soprattutto all’inizio della mia esperienza, di perdere una bella foto a causa dell’impostazione “autoscatto” che era rimasta impostata dal giorno prima!
  • BILANCIAMENTO DEL BIANCO: si può usare l’impostazione automatica o AWB, salvo situazioni di luce particolare (es. illuminazioni artificiali). Questo aspetto diventa fondamentale per chi scatta solamente in formato jpeg, perchè chi scatta in formato raw può variare in post produzione questo valore.
  • FORMATO DI SALVATAGGIO DELLE IMMAGINI: personalmente uso sempre il formato raw, per tutta una serie di motivi che invito ad approfondire nel precedente articolo “Il formato RAW: il negativo digitale“.
  • STABILIZZATORE: in caso di fotografia con treppiede o cavalletto, è buona abitudine disattivare lo stabilizzatore integrato in alcuni obiettivi, ad esempio per ridurre il consumo energetico. L’importante è ricordarsi di riabilitarlo al termine della sessione fotografica.

Il Metodo OCCHIO è molto semplice e consiste nel prestare assoluta attenzione alle impostazioni della reflex nei due momenti più critici che potranno poi costarci caro e indurci all’errore: quando si ripone la fotocamera e quando si accende per la prima volta nella giornata. Il fondamento del metodo è basato sul concetto di atteggiamento mentale, che è bene inculcare nelle nostre abitudini: prima di riporre la macchina fotografica e alla prima accensione giornaliera, è bene verificare sempre di aver riportato tutte le impostazioni a quelle di “Default” che usiamo sempre.

Solo con il passare del tempo, quando subentrerà l’abitudine, non ci dovremo più preoccupare delle impostazioni della fotocamera e saremo in grado di effettuare molti meno scatti sbagliati, e di catturare sulla pellicola digitale anche un fugace momento della nostra vita, che come spesso accade, arriva in maniera del tutto inaspettata..

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Autore: Bruno Faccini

Vivo a Ferrara e mi occupo prevalentemente di tecniche di comunicazione orientate al web, con particolare attenzione agli aspetti che coinvolgono visual marketing e storytelling. Dal 2006 sono socio co-fondatore di ITestense, società di servizi per aziende. Nel 2008 ho conseguito una Laurea Magistrale in Ingegneria dell’Informazione e continuato con particolare attenzione per l’utilizzo di mezzi visuali. Da sempre appassionato alle arti creative, nel 2011 ho dato vita insieme a Paolo Niccolo Giubelli all’entusiasmante progetto Occhio del Fotografo, con cui abbiamo raggiunto il traguardo del podcast più visto su iTunes Italia. Profilo Linkedin

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