RAW vs JPEG: Schema di funzionamento del sensore a mosaico

Il formato RAW vs JPEG: il negativo digitale.

Questo articolo vuole dare risposta ad una domanda che praticamente chiunque abbia acquistato una reflex si è posto: meglio scattare in RAW o JPEG? Perchè?
Praticamente tutte le fotocamere digitali reflex infatti, offrono la possibilità di impostare il formato di salvataggio delle immagini in uno dei due formati, o perfino in entrambi i formati contemporaneamente.

 

Fotografare in RAW

Arriviamo subito al sodo: un file RAW è una registrazione dei dati catturati dal sensore della fotocamera, non processati.
Infatti il termine inglese “raw” significa “grezzo”, quindi scattare in RAW significa che i dati salvati sul nostro file sono esattamente quelli catturati dal sensore.

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO DI UN SENSORE (a mosaico o di tipo CFA)

Tale sensore non è altro che una matrice (cioè una griglia) di piccole celle fotosensibili (di solito realizzate mediante CCD o CMOS) che sono cioè in grado di misurare numericamente il numero di fotoni di luce che le colpiscono, con un numero che va da 1 a 4096 (sensore a 12 bit) o da 1 a 16384 (sensore a 14 bit).

Hai capito bene: si ha una rappresentazione in scala di grigi!
Per ottenere le informazioni sul colore, sono presenti dei filtri per la luce incidente, che di solito sono rossi, verdi e blu (da cui il formato Red Green Blue o RGB) che sono in grado di capire il “colore” della luce, basandosi sulla lunghezza d’onda del fotone incidente (ad esempio la luce che noi vediamo come “rossa”, ha una lunghezza d’onda di circa 650 nanometri). In questo modo i raggi incidenti vengono suddivisi sulla superficie del sensore come in un mosaico (vedi immagine fornita da Adobe).

Lunghezze d'onda della luce visibile

Nel file RAW viene poi salvato nei metadati anche un cosiddetto “decoder ring”, una sorta di “chiave di lettura” che spiega al decodificatore Raw come tradurre l’immagine da una scala di grigi a un’immagine a colori, in un’operazione chiamata “demosaicizzazione”. Nota che il decodificatore Raw è un software, che può essere integrato nella fotocamera o un software esterno (ad esempio Camera Raw della Adobe, uno dei migliori integrato in Adobe Photoshop ®).

In questa fase subentrano una serie di altre operazioni, tra le quali ad esempio: il bilanciamento del bianco, interpretazione della luminanza dei colori, la correzione della gamma cromatica e la riduzione del rumore, che verranno eseguite con algoritmi che dipendono esclusivamente dal software di decodifica Raw che stiamo utilizzando.

Questo spiega perché usare due programmi differenti per la decodifica Raw può portare ad ottenere due immagini decisamente diverse.

Intervenendo con un convertitore Raw, è possibile agire su ciascuna di queste informazioni: modificare l’esposizione, il bilanciamento del bianco, la riduzione del rumore, ecc.. sfruttando le informazioni del sensore! Molte foto non perfette possono essere recuperate in questo modo!

 

Fotografare in JPEG

Quando scattiamo in formato JPEG invece interviene direttamente il convertitore Raw integrato nella nostra fotocamera, che effettua in base alle impostazioni della fotocamera (es. ritratto, panorama, ecc..) i passaggi descritti sopra: un certo bilanciamento del bianco, una particolare intensità di riduzione del rumore, ecc..

Il file Jpeg ottenuto sarà inoltre più piccolo (in termini di megabyte) di circa 2-6 volte rispetto ad un file raw, perchè le informazioni relative ai colori vengono compresse (quindi ridotte) significativamente.

Ci sono ottimi software di fotoritocco che consentono di migliorare la resa di una foto anche in questo formato, ma avere a disposizione il formato raw della stessa immagine permette di effettuare modifiche altrimenti impossibili.

Il mio consiglio è quello di scattare sempre in formato Raw, quanto meno nelle occasioni importanti, perché si hanno molte più possibilità di recuperare una foto.

 

ALTRE CONSIDERAZIONI

Scattare in formato Raw, richiede una scheda di memoria ad alte prestazioni in termini di velocità di scrittura, in quanto i dati da “scrivere” sono moltissimi.

Pensate alla raffica di 9 scatti/secondo di una Canon 7D: stiamo parlando di circa 25 MB x 10=225 MB/secondo di dati acquisiti (che verranno inseriti in una coda o “buffer”, in quanto nessuna scheda attualmente in commercio ha una velocità di scrittura così elevata)! In formato jpeg invece sarebbero circa 6MB x 9 = 45 MB.

In termini di spazio, una SD da 8 GB contiene circa 280 foto Raw (con una fotocamera da 18 megapixel).

L'autore / Bruno Faccini

faccini.bruno@gmail.com

Ferrara, classe 1983, laurea magistrale in Ingegneria dell’Informazione, creativo, suono la chitarra elettrica e adoro i videogiochi.

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