Il bilanciamento del bianco nelle fotocamere digitali reflex e compatte: migliora la tua tecnica fotografica

Chiunque abbia preso in mano una fotocamera digitale, reflex o compatta, si sarà certamente imbattuto in una voce del menu della propria camera chiamata Bilanciamento del bianco (White balance in inglese), impostata solitamente in “Automatico” o AWB (Automatic White Balance).

Bene, se fino ad oggi avete ignorato questa voce, state per imparare qualcosa di importante per migliorare la vostra tecnica fotografica.

La fotografia del resto è l’arte di immortalare la luce: i fasci di fotoni che scaturiscono da una sorgente luminosa si scontrano sugli oggetti e le persone che ci circondano, dando letteralmente vita alle forme e ai colori che il nostro occhio può vedere; conoscere i fenomeni legati alla luce è dunque fondamentale per riuscire a catturare secondo il nostro gusto una certa scena.

Esempio di bilanciamento del bianco

Nella foto la stessa immagine (del cane Lapo) con un bilanciamento del bianco corretto (Daylight) a 5500 K a confronto con uno sbagliato (Tungsten) a 2850 K.

La luce, anche  quella “bianca”, è in realtà una combinazione dei tre colori primari: il rosso, il blu e il verde. I fotografi considerano bianca una luce composta da un mix pressochè identico di questi tre colori. Non appena le proporzioni dei colori si sbilanciano a favore di uno dei tre, quello che succede è che la luce da bianca diventa “colorata”, ad esempio più gialla o più blu; accade però che nonostante il nostro occhio percepisca la variazione, il nostro cervello se ne accorga solamente in caso prevalga significativamente una dominante colorata o nel caso in cui ci siano più sorgenti luminose di colore diverso nella stessa scena.

Per classificare queste variazioni cromatiche della luce, si sfrutta un concetto introdotto dalla fisica, cioè la scala della temperatura di colore, basata sul fatto che colpendo un materiale riscaldato in certe condizioni, emetterà una radiazione luminosa di colore proporzionale alla forza (e quindi all’energia) data al colpo. La temperatura di colore si misura in gradi Kelvin (abbreviato K). Luci attorno a 10000 K (ad alte temperature) hanno dominanti blu, mentre luci a 2000 K (basse temperature) tendono a tonalità rosse.

Ci sono situazioni di luce “standard”, che hanno temperature piuttosto precise, alcune di esse ritrovabili nel menu della nostra fotocamera:

  • La cosiddetta “Luce del giorno” (Daylight), è sui 5500 K
  • Condizioni di cielo coperto o “Cloudy” sui 6500 K
  • Scatto in ombra o “Shade“, sui 7500 K
  • Sorgenti luminose a filamento incandescente o “Tungsten“, dai 2700 K ai 3400 K
  • Sorgenti luminose a neon fluorescente o  “Fluorescent“,  4100 K
  • Luce del “Flash“, sui 5500 K

Sulle nostre fotocamere una serie di sensori cercano di rilevare in modo automatico la temperatura di colore della scena inquadrata dall’obiettivo, tuttavia non sempre riuscendoci..ed è proprio in quei casi che conviene impostare manualmente il bilanciamento del bianco della nostra fotocamera digitale.

In particolare il bilanciamento del bianco è fondamentale per chi ha una fotocamera digitale compatta, in quanto molto probabilmente scatterà immagini in formato jpeg, quindi una volta sbagliata l’impostazione di scatto, difficilmente riuscirà a recuperare un corretto bilanciamento del bianco.

Chi invece possiede una fotocamera digitale reflex e scatta in formato raw (e ha letto in nostro articolo Il formato raw: il negativo digitale), sa bene che è possibile recuperare completamente il bilanciamento del bianco con il software di conversione del formato Raw, senza alcuna perdita di qualità dell’immagine.

Il mio consiglio quindi è di prestare sempre grande attenzione all’impostazione del bilanciamento del bianco (in particolare a chi scatta solo in formato jpeg), e di applicare sempre il nostro metodo OCCHIO, per ridurre al minimo le foto sbagliate; uno scenario tipico in cui consiglio di utilizzare l’impostazione manuale è in presenza di luci artificiali, ad esempio per le foto di interni o di sera lungo le vie illuminate dalla fredda luce dei lampioni.

L'autore / Bruno Faccini

faccini.bruno@gmail.com

Ferrara, classe 1983, laurea magistrale in Ingegneria dell’Informazione, creativo, suono la chitarra elettrica e adoro i videogiochi.

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