Usciamo per un momento dalle considerazioni fotografiche e guardiamoci intorno.

Chi di noi ha mai riflettuto su qual è il fattore di forma della vista umana? Perché è importante per un fotografo? Il formato fotografico è neutro rispetto al soggetto oppure influenza il modo in cui lo spettatore percepisce la scena?
Vediamo di rispondere a queste domande partendo dalle basi.

La vita “osservata da un rettangolo”

Per tutta la nostra vita noi guardiamo il mondo attraverso un “rettangolo” orientato orizzontalmente e con una distorsione prospettica ben precisa.

Questo è il motivo per cui quando cerchiamo di rappresentare la realtà attraverso uno strumento grafico tendiamo ad utilizzare dispositivi più o meno rettangolari, disposti in modo da assecondare il formato visivo umano. L’unica eccezione è il foglio di carta moderno, che siamo abituati ad orientare in modo tale che il lato più stretto sia quello orizzontale.
L’eccezione viene però meno quando dalla scrittura passiamo, ad esempio, al disegno tecnico: le tavole tornano ad essere orientate nel formato “panoramico” (landscape, in inglese).
 
Anche i quadri, se si presta attenzione, sono prevalentemente rettangolari e orientati lungo il formato panoramico, ad eccezione dei ritratti, per i quali il formato verticale è più adatto (e infatti, facendo riferimento ancora alla lingua inglese l’alternativa al landscape è il portrait, ossia “ritratto”).
Non so spiegare per quale motivo la nostra vista è landscape piuttosto che portrait, anche se probabilmente è una questione di selezione naturale: vedere ai lati ci consente di accorgerci di eventuali predatori attorno a noi (è improbabile ricevere attacchi dal cielo!) e questo ha indubbiamente una certa utilità.

I formati dei sensori delle macchine fotografiche digitali

Anche la nostra macchina reflex ha un sensore rettangolare le cui proporzioni sono 3:2, mentre nelle macchine compatte più economiche il formato è 4:3, lo stesso delle vecchie televisioni e dei vecchi monitor da computer.
Potremmo elencare le decine di formati usati per le immagini e i video (4:3, 16:9, 16:10; 21:9, …) ma non avrebbe molto senso; piuttosto lo scopo di questo articolo è chiederci per quale motivo è meglio scegliere un formato piuttosto che un altro.
 

Il formato e la composizione

I più attenti di voi hanno sicuramente già capito qual è il nocciolo della questione: la composizione. Chi suole prestare attenzione alla composizione (o al cropping in fase di postproduzione) si è sicuramente reso conto molte volte di come “il taglio” della foto riesca ad incidere profondamente sulla espressività e la dinamicità del soggetto. Un animale che guarda verso destra, ad esempio, perde quasi tutta la propria espressività se si trova nel margine destro della foto; sembra quasi che la foto sia “tagliata”, che manchi qualcosa. Uno degli aspetti della composizione è appunto quello del saper collocare il soggetto correttamente, o se vogliamo, artisticamente, all’interno del contesto per dare un senso all’immagine. Ovviamente anche la composizione può essere un elemento da mettere in discussione, del resto stiamo parlando di arte, ma è giusto sapere bene quali sono le regole prima di infrangerle.
 
A questo punto è chiaro che la scelta di formati rettangolari per la fotografia ha un senso: rendere più facile la composizione, dato che ci troviamo ad avere inquadrature che assecondano la visione umana. Lo stesso vale per il cinema, dove ci si spinge verso fattori di forma estremamente panoramici, che aumentano il coinvolgimento dello spettatore.
 
Fotografia in formato panoramico 21:9

Fotografia in formato panoramico 21:9. Formati come questo sono molto usati al cinema.

 

Il formato 1:1

Una scelta controcorrente ma estremamente interessante è il formato quadrato (1:1) che rifiuta nettamente tutte le convenzioni di cui abbiamo parlato fino ad ora e che ha spopolato con le macchine a medio formato biottiche, le poche dotate di una pellicola di questo tipo, oggi in disuso.
La scelta del formato quadrato è decisamente ostica per i principianti, proprio perché è innaturale. Anche senza avere una fotocamera MF, ci è sufficiente croppare le foto scattate con la nostra reflex usando un rapporto 1:1 e subito noteremo che qualche cosa non va, che siamo magari costretti a tagliare il soggetto principale. Insomma, la composizione che ci soddisfaceva ora non ci piace più. Non siamo abituati a vedere il mondo in formato 1:1, così come ad esempio non siamo abituati a vedere con una focale ultragrandagolare, e per questo motivo il formato quadrato è una eccellente scuola di composizione.
 

Perchè sceglierlo?

Può essere lecito chiedersi perché abbia senso faticare di più per un formato innaturale, ma la risposta sta proprio nell’altro lato della medaglia: siccome è innaturale, tende ad incuriosire inconsapevolmente lo spettatore, che avrà di fronte uno spicchio di realtà in un formato al quale non è abituato, e proprio per questo si soffermerà di più sul vostro lavoro e avrà modo di apprezzare maggiormente la tanto difficile composizione che avete realizzato.
 
Un altro aspetto interessante del formato quadrato è la sua perfetta simmetria, che ci può essere utile in almeno due casi, ossia quando fotografiamo un elemento ripetitivo (detto anche pattern)  che in una simmetria quadrata diventa perfettamente bilanciato e quando intendiamo isolare un dettaglio. Se “astraiamo” quel dettaglio (un viso, un gesto, un oggetto) e lo consideriamo come un cerchio, ricordando che nel quadrato è possibile inscrivere un cerchio perfettamente, abbiamo ottenuto una spiegazione geometrica a questo effetto.
 
Fotografia originale in formato 3:2

Fotografia originale in formato 3:2. La palla è al centro della scena e questa è l’unica cosa davvero evidente.

Fotografia in formato 1:1

Fotografia 1:1 – La fotografia assume un significato diverso. La palla attira l’attenzione, ma solo per pochi secondi. Il signore seduto sulla panca infatti diventa molto più evidente, grazie anche ad una simmetria che vede i soggetti allineati lungo la diagonale del quadrato.

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Paolo Niccolò Giubelli

Paolo Niccolò Giubelli

L'autore

Nasce a Ferrara il 29 agosto 1983. Frequenta il liceo scientifico e poi ottiene la laurea specialistica in Ingegneria Informatica all'Università di Ferrara. Appassionato fin da piccolissimo d'informatica, nel 2006 è cofondatore dell'azienda ITestense di Ferrara, in cui da allora lavora come esperto di comunicazione sul web. Qui capisce che il ruolo dell'immagine, e quindi della fotografia, è fondamentale. Dal 2010 è cofondatore, assieme all'amico e collega Bruno Faccini, del blog "Occhio Del Fotografo". Dal 2021 si interessa di fotografia analogica.

10 Commenti

  1. Anna Bo

    Per video in timelapse è l'ottimo …ma è il default della mia nikon

    Rispondi
  2. Chiara Stecca

    se volessi scattare in formato 21:9 con una Canon 5D Mark II devo impostare su panoramico ? Grazie

    Rispondi
  3. Chiara Stecca

    se volessi scattare in formato 21:9 con una Canon 5D Mark II devo impostare su panoramico ? Grazie

    Rispondi
  4. Chst Stch

    se volessi scattare in formato 21:9 con una Canon 5D Mark II devo impostare su panoramico ? Grazie

    Rispondi
  5. Annamaria Rampazzo

    è interessante per i poco esperti come me. grazie agli autori

    Rispondi
  6. L'occhio del fotografo

    Hai mai provato ad usare un formato panoramico abbinato ad un grandangolo?

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  7. Bruno Faccini

    Personalmente preferisco il formato 3:2, ma a volte mi piace anche sperimentere l’effetto che si ottiene con un fattore di crop diverso, ad esempio con l’1:1..

    Rispondi
  8. Bruno Faccini

    Personalmente preferisco il formato 3:2, ma a volte mi piace anche sperimentere l'effetto che si ottiene con un fattore di crop diverso, ad esempio con l'1:1..

    Rispondi

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