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Foto in bianco e nero: come scattarle al meglio

da | Mar 23, 2023 | Guide, In rilievo, Spunti fotografici | 1 commento

La fotografia a colori ci racconta la bellezza del mondo, quella in bianco e nero ci racconta della sua anima. Abbiamo sentito dire mille volte questa frase, ma chi ha speso qualche minuto nel contemplare una bella foto in bianco e nero ha sicuramente colto almeno una volta questo fatto.

Fotografare in bianco e nero non è convertire le foto “brutte” a colori per salvarle dall’oblio. Bisogna uscire da questa mentalità, che non porta a nulla e nasconde il fascino di un linguaggio che ha una dignità tutta sua.

In realtà si tratta di un modo straordinario per creare immagini che colpiscono proprio perché, se ben congegnate, generano un forte impatto visivo e, soprattutto, emotivo, grazie all’immediatezza che il bianco e nero è capace di produrre nel comunicare forme, contrasti, luci e ombre.

Ecco qualche suggerimento veloce.

1. Pensa in bianco e nero

Questa foto è stata pensata in bianco e nero: i riflessi bianchi sul metallo della bicicletta e i giochi di luci e ombre dati dai volti si prestavano a questo tipo di linguaggio.

Quando fotografi in bianco e nero, è innanzitutto il tuo cervello che deve ragionare in “monocromia”. Concentrati sui toni, le forme, le linee e le texture dell’immagine. I toni sono le varie sfumature che vanno dal chiarissimo allo scurissimo, che corrisponderanno ai vari livelli di grigio nella foto finale.
Serve allenamento, perché noi vediamo a colori, ma possiamo assicurare che è uno sforzo che ripaga.

2. Scatta in RAW usando il profilo monocromatico

Scattando in RAW, anche col profilo monocromatico, è sempre possibile tornare al colore.

Questo è un suggerimento pratico, ma ti aiuterà a ragionare in bianco e nero più velocemente. Scattando in RAW preserverai comunque il colore, ma vedrai le tue foto in bianco e nero e capirai subito se la scena che hai di fronte funziona o non funziona. Se hai una mirrorless, vedrai in bianco e nero anche nell’oculare elettronico. Puoi usare questo strumento anche solo per valutare le scene, senza necessariamente fotografare.

3. Come valutare una scena

Usare uno smartphone o una fotocamera con profilo monocromatico ci fornisce un’istantanea in bianco e nero della scena.

Nel punto precedente abbiamo visto come aiutarci con una anteprima in bianco e nero della scena, grazie all’ausilio della modalità monocromatica della fotocamera. Tuttavia il vero segreto per padroneggiare la fotografia in bianco e nero è allenare occhio e cervello (che di fatto sono lo stesso organo).

Le scene migliori per il bianco e nero sono quelle ricche di elementi come linee compositive, texture, contrasti, sfumature tonali, e quelle dove la luce è interessante. Un ritratto scattato con una bella luce morbida, diffusa, o viceversa con una luce dura, magari con un bel contrasto tonale tra incarnato e sfondo; una bella foto di architettura dove linee e prospettiva trionfano; paesaggi mozzafiato illuminati dal sole attraverso qualche nuvola; materiali ricchi di texture, come muro che si sta scrostando… questi sono tutti esempi interessati.

4. Occhio alla luce

Le ombre a terra creano nuove forme che si aggiungono e danno più valore alla composizione.

Lo abbiamo scritto poco sopra, ma lo ribadiamo: il bianco e nero è considerato da alcuni come la “vera” fotografia (ma forse è un po’ esagerato) perché, tralasciando il colore, essa “scrive” l’immagine in toni monocromatici esclusivamente con la modulazione della luce. Dove c’è luce è chiaro, dove non c’è, è scuro. Ecco perché chi scatta foto in bianco e nero deve padroneggiare i segreti dell’illuminazione, o saper sfruttare molto bene quella che c’è. Studia la luce, ma fallo osservando innanzitutto le ombre. Come sono i passaggi dalla luce all’ombra? Netti? Sfumati? Il soggetto ha una luce interessante o è piatta? Ricorda che dove non c’è modulazione della luce, non c’è interesse e qui il colore non ti può aiutare.

5. Occhio al contrasto

Un soggetto scuro su sfondo chiaro, o viceversa, è un buon inizio per una foto in bianco e nero.

Questo è un corollario del punto precedente: il chiaro “stacca” dallo scuro e viceversa: questo è un primo modo di vedere il contrasto, in particolare tra soggetto e sfondo; meglio lo gestirai e più riuscirai a veicolare lo sguardo dove conta.

Ma valuta anche il contrasto generale: guarda il punto più chiaro e il punto più scuro dell’immagine. Quanta distanza c’è? Più c’è differenza, più hai contrasto, che è massimo quando nella foto hai contemporaneamente, tra gli altri toni, il bianco e il nero puri. Non è fondamentale avere un alto contrasto per fare una bella foto in bianco e nero, ma è importante gestirlo consapevolmente in base all’impatto che vuoi generare.

6. Postproduzione

La stessa immagine prima e dopo una breve postproduzione, in cui è stata aggiunta vignettatura, sono stati regolati i valori tonali (luci e alteluci) e fatto un po’ di dodging e burning per alzare il contrasto.

Qui puoi fare tanto. Ad esempio, puoi ridurre la luminanza del blu, simulando quello che una volta i fotografi ottenevano con un filtro rosso: un bel cielo scuro che contrasta con le nuvole bianche.

In più puoi fare schermature (schiarire) e bruciature (rendere più scuro) per gestire il contrasto nelle varie parti della foto, magari alzandolo nei punti di interesse e abbassandolo negli altri. Ricorda anche che l’occhio dell’osservatore cade innanzitutto dove l’immagine è più chiara. Questo lo devi ricordare innanzitutto mentre scatti, ma in fase di postproduzione puoi accentuare le tonalità come strumento che amplifica le tue potenzialità espressive.

 

Conclusioni

Fotografare in bianco e nero richiede sicuramente un periodo lungo di pratica, perché è fondamentale rendere quasi automatici quei meccanismi cognitivi che in pochi istanti ci aiutino a fare tutte queste valutazioni. Però ti posso assicurare che verrai ampiamente ripagato dai risultati in un tempo non così lungo, e forse il colore non ti sembrerà poi così interessante.

Ma soprattutto avrai capito a livello intuitivo perché alcune foto in bianco e nero funzionano meglio, e non penserai più che la conversione in questo “formato” sia un modo per riciclare foto brutte.

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Paolo Niccolò Giubelli

Paolo Niccolò Giubelli

L'autore

Nasce a Ferrara il 29 agosto 1983. Frequenta il liceo scientifico e poi ottiene la laurea specialistica in Ingegneria Informatica all'Università di Ferrara. Appassionato fin da piccolissimo d'informatica, nel 2006 è cofondatore dell'azienda ITestense di Ferrara, in cui da allora lavora come esperto di comunicazione sul web. Qui capisce che il ruolo dell'immagine, e quindi della fotografia, è fondamentale. Dal 2010 è cofondatore, assieme all'amico e collega Bruno Faccini, del blog "Occhio Del Fotografo". Dal 2021 si interessa di fotografia analogica.

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1 commento

  1. Massimo

    Interessantissimo. Grazie Paolo!

    Rispondi

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