Consigli pratici: l’istogramma per valutare la correttezza dell’esposizione

Con questo articolo ha inizio una serie di approfondimenti  su alcuni argomenti legati alla fotografia, per permettervi di sfruttare al meglio alcuni strumenti che le moderne fotocamere reflex digitali mettono a nostra disposizione.

Oggi inizieremo con l’istogramma.

L’istogramma è un grafico bidimensionale che raffigura, sull’asse y, la distribuzione dei livelli di luminosità dell’immagine che il sensore della nostra fotocamera ha catturato, in una scala da 0 a 255 (sull’asse x): i valori bassi indicano le tonalità chiare, i valori alti quelle scure.

L’istogramma si suddivide generalmente in 5 zone, ciascuna delle quali è caratterizzata dal doppio della luminosità rispetto alla precedente, o uno “stop” di differenza. Ciascun canale di colore ha il proprio istogramma, e si interpreta nello stesso modo.

Istogramma di una fotografia

Istogramma di una fotografia – Nella parte bassa sono messe in evidenza le fasce di tonalità della gamma dinamica dell’immagine

Quando scattiamo una fotografia, è possibile impostare quasi tutte le fotocamere reflex di recente generazione in modo tale che ci mostrino sul display l’istogramma della foto appena scattata oltre all’immagine stessa, ad esempio sulla mia Canon 550D basta cliccare sul pulsante Display più volte. In quelle più recenti è addirittura possibile visualizzare gli istogrammi dei tre canali di colore separati!

A prima vista potrebbe sembrare un po’ ostico (soprattutto per chi odia i grafici e la matematica..:-)), ma in realtà perderci un po’ di tempo per capire come funziona potrà consentirti di capire a colpo d’occhio se l’esposizione è corretta!

Il modo migliore per capire come valutare un istogramma, è tenere presente le condizioni di luce in cui si sta scattando la foto e farsi un’idea di massima sulla prevalenza di tonalità chiare, medie o scure: nel caso la scena sia in ombra o il soggetto sia di colori scuri, ci aspetteremo un istogramma sbilanciato verso sinistra, mentre nel caso di una foto in spiaggia in una splendida giornata di sole la maggior parte della luce occuperà la parte destra del grafico; si ha invece una prevalenza delle tonalità medie in caso la luce non sia troppo dura, quindi in caso di bassi contrasti.

L’interpretazione dell’istogramma diventa però davvero utile se utilizzata come strumento per rivelare eventuali “bruciature” dei bianchi e/o dei neri di una foto, causate da sovra-esposizioni o sotto-esposizioni marcate, che possono compromettere irrimediabilmente una fotografia, anche nel caso si utilizzi il formato raw.

Guardiamo un caso pratico: prendiamo in esame una foto correttamente esposta e vediamo il confronto con i relativi casi di sovra-esposizione e sotto-esposizione.

Istogramma - Esposizione corretta

Esposizione corretta: nell’istogramma si nota una distribuzione in tutte le aree della gamma dinamica, con una leggera prevalenza verso le tonalità scure.

Istogramma 2 - Sotto-esposizione (errata)

Sotto-esposizione (errata): nell’istogramma si nota una distribuzione sbilanciata verso sinistra, molto intensa nella zona delle tonalità molto scure e scure della gamma dinamica.

Istogramma 3 - Sovra-esposizione (errata)

Sovra-esposizione (errata): nell’istogramma si nota uno sbilanciamento fortissimo verso destra, cioè nelle zone delle tonalità molto chiare e chiare.

Occorre tuttavia prestare molta attenzione all’interpretazione dell’istogramma, perchè in caso si scenari “particolari”, si potrebbero avere istogrammi molto sbilanciati ma corretti! Un tipico esempio è la fotografia in notturna:

Istogramma di una foto in notturna

Istogramma di una foto in notturna – Lo sbilanciamento verso sinistra, in questo caso, è corretto.

Il consiglio quindi è di sperimentare e cercare di memorizzare una serie di istogrammi tipici di alcuni scenari, in modo da riuscire con il tempo a capire se sono più o meno corretti rispetto alla fotografia cui si riferiscono.

Sul campo infatti, non sempre il display della fotocamera permette di capire se un’eccessiva esposizione ha “bruciato” i bianchi semplicemente guardando l’anteprima dell’immagine, specie quando ci si trova a fotografare in giornate fortemente soleggiate che rendono difficoltosa la visualizzazione del piccolo schermo.

Author: Bruno Faccini

Vivo a Ferrara e mi occupo prevalentemente di tecniche di comunicazione orientate al web, con particolare attenzione agli aspetti che coinvolgono visual marketing e storytelling. Dal 2006 sono socio co-fondatore di ITestense, società di servizi per aziende. Nel 2008 ho conseguito una Laurea Magistrale in Ingegneria dell’Informazione e continuato con particolare attenzione per l’utilizzo di mezzi visuali. Da sempre appassionato alle arti creative, nel 2011 ho dato vita insieme a Paolo Niccolo Giubelli all’entusiasmante progetto Occhio del Fotografo, con cui abbiamo raggiunto il traguardo del podcast più visto su iTunes Italia. Profilo Linkedin

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14 Comments

  1. La prima foto non è proprio esposta correttamente, sia sui ne che sui bianchi ha perso dei dettagli. poi secondo è troppo sbilanciato verso sinistra. 🙂

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  2. per fabrizio

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  3. MOLTO CHIARA LA SPIEGAZIONE!

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  4. Bellissimo articolo, molto utile.

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  5. Bellissimo articolo, molto utile.

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  6. La frase “…: i valori bassi indicano le tonalità chiare, i valori alti quelle scure.” è da correggere, mi sa che è il contrario.

    Complimenti per il sito, grazie.

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